Entrapta, la principessa scienziata dello spettro autistico

La nuova generazione di nerd e geek nati dalla fine degli anni ’90 ad oggi ha sicuramente un materiale diverso su cui «nerdare», rispetto a ogni altra generazione precedente e anche rispetto a quelle future. C’è però un’arma che i produttori utilizzano piuttosto spesso e che in alcuni casi può risultare veramente efficace: il reboot, remake se si parla di un lungometraggio.

Ed è così che la serie animata cult degli anni ’80 She-ra – Princess of Power, creata da J. Michael Straczynski, viene sottoposta a un reboot da parte della Dreamworks, che viene distribuito su Netflix con il titolo di She-ra e le Principesse Guerriere.

Le differenze sono veramente evidenti (in positivo), partendo dal fatto che i personaggi sono disegnati in stile più realistico e diversificato tra loro, al contrario dei pupazzi monoblocco della serie originale (senza offesa per tutti i fan). Ho saputo che in pochi hanno apprezzato il restyling ricevuto dalla principessa Adora (ossia l’alter ego di She-ra), considerandolo troppo mascolino e poco attraente, ma forse è proprio questo che l’autrice di questo reboot cerca di trasmetterci.

Noelle Stevenson è un’artista millennial statunitense già nota nel campo dei fumetti, che ha deciso di dare grande importanza al tema della diversità nella visione che aveva lei della famosa eroina con la spada, partendo da quella a livello sessuale.

So che l’originale She-ra era già stata sottoposta a interpretazioni arcobaleno, così come il suo fratello gemello He-man (che, mi duole annunciarvi, non appare nel reboot), ma qui i riferimenti al mondo LGBTQ+ sono molto più evidenti, e basati sull’esperienza della stessa Stevenson. Per intenderci, Noelle è da parecchio tempo in una relazione con la collega fumettista Molly Ostertag, che ha sposato in una cerimonia privata a dicembre 2019 (anche se trovo che ciò non sia per forza rilevante ai contenuti dell’opera). Non spiegherò come è stata rappresentata la diversità sessuale per evitare spoiler, ma mi basti dire che uno dei protagonisti principali ha due padri gay (e di colore) che sono solo due dei numerosissimi personaggi «queer» ad apparire nell’opera.

Ma la serie non si limita a descrivere solo diversità a livello di sessualità e di genere, ed è qui che arriviamo noi. Un personaggio molto interessante, di cui vorrei parlarvi, è la principessa Entrapta, uno dei membri della «Alleanza delle Principesse» (i buoni della serie… più o meno). Prima di spiegarvi com’è caratterizzato questo personaggio mi sento però in dovere di spiegarvi com’è strutturata la prima stagione.

Per buona parte della prima stagione, la nostra protagonista Adora e i suoi nuovi amici devono, per ordine della regina Angella di Brightmoon, reclutare tutte le principesse facenti parte di una defunta alleanza sancita dai loro genitori. Seguendo questa premessa, ogni episodio è dedicato all’incontro dei protagonisti con una delle principesse. Ma mentre le altre regnanti ci vengono presentate come maghe o guerriere (o maghe-guerriere), la nostra Entrapta appare come una scienziata e un’inventrice, che abita in un castello su un passo roccioso e pericolante insieme a tre domestici, più numerosi robot che lei costruisce per aiutarla nei suoi esperimenti.

Ed è qui che otteniamo la prima informazione su Entrapta: lei è eccezionalmente intelligente. Ma non è il tipo di genio che siamo abituati a vedere nei cartoni animati: Entrapta è euforica, svampita, ingenua ed esageratamente entusiasta. Mi spiego meglio: nel primo episodio in cui appare, il castello è portato nel panico dai robot da lei stessa creati, ma lei non se ne preoccupa più di tanto.

Per spiegare altri aspetti della sua personalità sono costretto a spoilerare (quindi, SPOILER ALERT)!

Entrapta inizialmente sta dalla parte dell’Alleanza delle Principesse, ossia (come ho già detto) i cosiddetti «buoni» della serie, ma nel finale della prima stagione viene rapita dalla malefica Orda, esercito spietato agli ordini di uno spietato dittatore… quindi i «cattivi» della nostra storia. Ma Entrapta non sembra spaventata, e continua a creare nuove invenzioni. L’Orda capisce che l’intelligenza e l’ingenuità della giovane principessa-scienziata possono essere sfruttate a loro favore, e la portano pian piano dalla loro parte. Ma Entrapta non capisce di star facendo del male. Entrapta ha solo voglia di lavorare ai suoi progetti di robotica, e anzi finisce per preferire i suoi nuovi amici dell’Orda rispetto a quelli che aveva nell’Alleanza delle Principesse, e non ha neanche tutti i torti. Infatti, questi ultimi l’hanno data per morta lasciandola in balia di una milizia spietata, mentre i primi l’hanno accolta e, insieme a fascisti assassini che vogliono solo sfruttarla, Entrapta ha incontrato anche dei veri amici, che si preoccupano veramente di lei, più una persona che è entrambe le cose: il Supremo Leader dell’Orda.

Preferisco evitare altri spoiler, sia sul personaggio di Entrapta sia sulla relazione che stringe con il tiranno, lasciando però aperti molti discorsi. Suppongo abbiate capito ormai tutti che Entrapta è stata scritta per essere inteso come un personaggio affetto da un Disturbo dello Spettro Autistico**, e per maggior rappresentazione lo sceneggiatore che ha ideato e scritto questo personaggio è egli stesso autistico, quindi il discorso è lo stesso che ho fatto precedentemente per Noelle.

Entrapta è anche probabilmente affetta da un Disturbo da Deficit dell’Attenzione, come si lascia intendere nella serie. Entrapta è intelligente, simpatica, buona, dolce ma ha anche dei difetti, e questo fa di lei una buona rappresentazione di neurodiversità. C’è ovviamente da dire che il suo abbandonarsi al lato oscuro per dedicarsi unicamente ai suoi interessi potrebbe essere una rappresentazione superficiale e sbagliata delle persone autistiche, ma mi basta dire che tutto alla fine si risolverà. Anche la sua platonica relazione con Hordak, il tiranno, è stata oggetto di diverse interpretazioni all’interno del fandom, fra le quali la «ship» romantica.

Ricordo di aver letto un tweet che condivido pienamente e che diceva più o meno così: «sentitevi liberi di shippare Entrapta con Hordak o con qualsiasi altro personaggio: la sua condizione di ragazza autistica non la esclude assolutamente dallo stringere relazioni romantiche...

Tutto sommato Entrapta è un personaggio davvero speciale, differente da tutti gli altri membri del cast, e la sua neurodiversità non la esclude in nessun modo dall’essere un personaggio interessante, o forse è proprio uno degli aspetti che la rendono tale. Questo sta a voi deciderlo, spettatori e nerd di tutte le età.


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