Il blues postpartum, altrimenti noto come maternity blues, è la condizione psichiatrica meno grave tra quelle osservabili in seguito alla nascita di un figlio. E' una manifestazione piuttosto comune che insorge a pochi giorni alla nascita del bambino, e può riguardare fino allo 84% delle donne. Crisi di pianto, umore instabile, ansia, insonnia, perdita dell’appetito e irritabilità sono alcuni tipici sintomi. Il pianto è una delle manifestazioni più caratteristiche di questa sindrome.

Il pianto non è necessariamente legato a un sentimento di tristezza (Yalom et al., 1968). Si presenta come discontinuo, di breve durata, senza alcun apparente fattore scatenante o motivazione. Molte neomadri in queste condizioni si mostrano ipersensibili al minimo rifiuto o critica. Vicende di cronaca lette su riviste o viste alla TV sono vissute con grande coinvolgimento emotivo e accompagnate da pianto.

Riferimenti a questa manifestazione di lieve alterazione dell’umore in seguito al parto compaiono nella letteratura scientifica medica a partire dalla fine del XIX° secolo. Inizialmente alcuni studiosi hanno utilizzato il termine "febbre da latte"(milk fever) per riferirsi a questa condizione, poiché i sintomi sembrano comparire in coincidenza con la montata lattea. Altro sinonimo è il “third day blues”: melancolia del terzo giorno. Lo studio rigoroso del blues postpartum ha inizio negli anni ‘50 del secolo scorso e negli anni ’80 diversi studi riassuntivi (review) ne confermano la natura transitoria e benigna: viene descritta come "disturbo banale e passeggero" (Pitt, 1973), “di breve durata e benigno, quindi poco problematico nella pratica clinica”(Kennerley e Gath, 1989) e “privo di significato patologico” (Lucas, 1994).

Il termine “blues” che potremmo cercare di tradurre come “melancolia”, “lieve tristezza”, può risultare fuorviante in quanto la sintomatologia non è confinata ad aspetti depressivi dell’umore. Anzi, questo può cambiare più volte al giorno, talvolta in maniera confusa (ad esempio, la donna può provare gioia e irritabilità allo stesso momento) (Hapgood et al., 1988). La ricerca infatti individua l’esistenza di due distinti fattori di umore - uno positivo e uno negativo - nel periodo immediatamente successivo il parto.

Un senso di lieve euforia è comune durante il primo e secondo giorno dopo il parto. L’umore subisce una flessione nella prima settimana dopo la nascita, poi, gradualmente, riprende tono (O’Hara, 1995). I sintomi negativi raggiungono il culmine tra il terzo e quinto giorno postpartum, indicando probabilmente i processi di regolarizzazione ormonale in corso (Buttner et al., 2012; Gonidakis et al., 2007). Generalmente i sintomi del blues si attenuano molto tra il 10° e il 12° giorno postpartum, a meno che il decorso evolva in una condizioni più seria: la depressione postpartum. Le due sindromi sono indipendenti ma il blues postpartum tuttavia ne rappresenta un fattore di rischio (O’Hara, 1991).


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