Per stare meglio

Incertezza, tristezza profonda, paure, ansia, senso di vuoto...

Nel corso della vita può capitare a chiunque di avere bisogno di un sostegno per superare un momento delicato o francamente difficile.

Come possiamo aiutarti


Per non smettere di imparare

Lettura, scrittura, calcolo. Siamo uno studio accreditato dall'ASL per le diagnosi di DSA.

Dalle elementari fino all'università e al mondo del lavoro,
ti aiutiamo a raggiungere i tuoi obiettivi di studio e di crescita personale.


Per mantenere o recuperare l'efficienza

Trauma cranico, ictus, demenze...

La riabilitazione cognitiva può aiutare il giovane e l'anziano a recuperare quelle funzioni mentali perse in seguito a incidenti o  eventi naturali quali l'invecchiamento e le alterazioni del cervello.

Come possiamo aiutarti

Per far valere i tuoi diritti

Risarcimento danni, mobbing, affidamento minori...

Rivolgersi a chi ha competenze psicologiche e neuropsicologiche specifiche può fare la differenza a livello legale.

Come possiamo aiutarti


Per capire e fare di più

Traduzioni, articoli, formazione, strumenti...

Il nostro lavoro non è soltanto clinico. Se ti servono contenuti neuro-psicologici corretti, aggiornati, comprensibili e in diverse lingue, ti possiamo aiutare.

Cosa possiamo fare

Siamo uno studio di psicologia e psicoterapia.

Desideriamo aiutare adulti, giovani e bambini in difficoltà a stare meglio e ad esprimere appieno le proprie potenzialità.

Seguiamo un approccio cognitivo neuropsicologico, che affianca al rigore scientifico la certezza che le esperienze di ognuno di noi siano uniche: i personali modi di emozionarsi, gli eventi di vita e la storia che ognuno di noi racconta di sé sono informazioni preziose per una psicologia che vuole veramente comprendere e aiutare le persone.

Siamo uno studio privato accreditato ASL, autorizzato all'attività di prima certificazione diagnostica di DSA valida ai fini scolastici (L. 170/2010).

Una dipendenza da Internet è un qualunque comportamento legato ad un'attività online, cui non si riesce a fare a meno (compulsivo). Questo comportamento interferisce in maniera significativa con la vita quotidiana personale a livello familiare, sociale, lavorativo, ecc. Per il soggetto dipendente, l'esigenza di essere collegato a Internet (non a scopo lavorativo o di studio o in qualche modo produttivo) diventa tale da far passare in secondo piano qualunque altro aspetto della propria vita.

Diversi sottotipi di dipendenza da Internet sono stati identificati. Alcuni sono la versione "aggiornata" e digitale di dipendenze già note, altri invece sono fenomeni inediti legati alle nuove tecnologie della Rete.

Tra le più diffuse dipendenze da Internet si contano quelle da (articoli presto disponibili):

Il fenomeno è sempre più al centro dell'attenzione clinica e mediatica e, mentre gli effetti dell'assuefazione alla Rete e alle diverse esperienze online sono sempre più evidenti, anche a livello medico-psichiatrico si inizia a parlare di un possibile Disturbo da Dipendenza Internet (in inglese IAD - Internet Addiction Disorder).

Secondo I. Goldberg (1995), questo nuovo disturbo è caratterizzato da sintomi di assuefazione (avere bisogno di quantità sempre maggiori per mantenere l'effetto desiderato) e di astinenza (episodi di crisi dovuti alla mancanza dell'oggetto di dipendenza), tra cui:

  • tremori, brividi, nausea, cefalee
  • ansia e umore instabile
  • pensieri ricorrenti legati a Internet
  • desiderio impellente di collegarsi a Internet
  • mantenimento dei propri ritmi eccessivi di navigazione online nonostante evidenti segni di compromissione della vita personale, sociale

Giovani e adulti possono finire nella"rete" di Internet al punto da diventarne dipendenti. In America il fenomeno è già studiato da circa 15 anni, ad esempio al Center for Internet Addiction Recovery, diretto da una delle massime esperte in materia, la dr.ssa Kimberly S. Young.

Le informazioni qui riportate sono tratte dalle sue pubblicazioni e da articoli comparsi in nuove riviste scientifiche dedicate a questo fenomeno, come CyberPsychology and Behavior.

Secondo la Young, non è tanto il tempo trascorso su Internet a segnalare una dipendenza, bensì quanto questo tempo influisce sulla vita del soggetto. La caratteristica basilare dell'assuefazione alla Rete è la "perdita di controllo" riguardo alla propria esperienza online. Tipici sintomi sono:

  • utilizzo compulsivo di Internet
  • esigenza di dover "navigare" sempre più a lungo per sentirsi soddisfatti
  • pensieri ricorrenti su Internet e sull'essere online
  • bugie o tentativi di nascondere l'entità o la natura delle proprie attività online
  • incapacità di gestire il proprio tempo, restando online più a lungo di quanto inizialmente previsto
  • incapacità di controllare o porre freno al proprio comportamento
  • mettere a rischio una relazione significativa,un lavoro, un'opportunità lavorativa o educativa a causa di Internet

Un segnale importante di dipendenza è il ricorso a Internet come mezzo per alterare il proprio umore.

Chi è maggiormente a rischio?

Secondo dati americani, la metà dei soggetti dipendenti da Internet ha alle spalle una precedente storia di assuefazione, principalmente all'alcol, alla nicotina, alle droghe o al sesso.

Sono più a rischio di sviluppare compulsioni legate alla Rete le persone che soffrono di problemi emotivi, depressione, disturbi d'ansia e che ricorrono alle diverse attività online per “dimenticare” situazioni personali stressanti, dolorose o spiacevoli.

Problemi relazionali sono altresì molto frequenti tra le persone dipendenti da Internet. Per queste persone, l'utilizzo di messaggerie istantanee (MSN, ICQ, Yahoo, ecc.), di servizi di chat o di altre applicazioni interattive, diventa un modo rassicurante di stabilire nuove relazioni e di approcciarsi agli altri con minore timore.

I giovani, e in particolare gli studenti, sono la categoria più a rischio dipendenza. Sono infatti incoraggiati a utilizzare il computer (per studio, ricerca, comunicazione), spesso frequentano ambienti dove computer e collegamenti gratuiti sono disponibili (biblioteche, università, Internet caffè), dispongono di dispositivi mobili (cellulari, palmari, PC portatili) che permettono di restare sempre online, collegati alla Rete.

Inoltre i giovani attraversano una fase evolutiva in cui l'identità in formazione e la frequente insoddisfazione per le proprie relazioni e qualità della vita rendono più attraenti le possibilità di sperimentazione e interazione offerte dalla Rete.

Quella da Internet è una vera dipendenza?

Quando parliamo di dipendenze, pensiamo subito a sostanze come l'alcol o le droghe illecite. Chi ne è assuefatto ritiene di averne bisogno semplicemente per sentirsi "normale".

Tra soggetto dipendente e sostanza si stabilisce, un po' alla volta, una relazione prioritaria rispetto alle altre. La sostanza viene assunta per contenere temporaneamente situazioni personali problematiche, per lo più per evitarle o per annullarle attraverso uno "stordimento" che fornisce un falso senso di sicurezza personale.

Il soggetto presto impara a ricorre alla sostanza per "auto-medicarsi" a seconda di come si sente, creando una dipendenza psicologica ancor prima che fisica.

Una dipendenza, secondo l'esperto Stanton Peele, crea infatti un legame basato su emozioni e sensazioni gratificanti che non si è in grado di ottenere in altro modo. La dipendenza permette alla persona di raggiungere senza fatica un obiettivo, ad esempio allentare un forte senso di ansia o riempire un senso di "vuoto" interiore.

Detto ciò, risulta chiaro come le dipendenze non riguardino esclusivamente le sostanze chimiche, ma possano instaurarsi anche riguardo a determinati comportamenti o processi che generano soddisfazione. Le dipendenze da "processo" riguardano attività come il mangiare, il giocare d'azzardo, il sesso, fare shopping e altre. Anche il ripetersi compulsivo di tali processi ha lo scopo di rifuggire sensazioni di ansia e stress che non si riescono a gestire.

Le dipendenze da processo così come quelle da sostanza seguono schemi comportamentali noti:

  • il soggetto stabilisce un forte e prioritario legame con l'oggetto di dipendenza, ricorrendovi come forma di evasione e sollievo da problemi personali;
  • la droga o processo fungono da modificatori dell'umore e la gratificazione che ne deriva alimenta la dipendenza;
  • se il processo o la sostanza risultano inaccessibili, il soggetto sperimenta sensazioni estremamente spiacevoli, di vera e propria astinenza...
  • che lo portano a frequenti ricadute nel caso cerchi di interrompere il vizio;
  • i falliti tentativi di abbandonare l'abitudine patologica alimentano una spirale di tensione e di bassa autostima, che trova sollievo nuovamente nel comportamento di dipendenza.

Le dipendenze da Internet sono state paragonate alla dipendenza da gioco d'azzardo: una patologia psichiatrica riconosciuta in cui l'elemento critico di assuefazione è un processo e non una sostanza chimica.

Un fenomeno globale in espansione

Ecco alcuni dati di rilievo, che permettono di capire l'entità del problema:

  • si stima che in America il 71% degli impiegati d'ufficio facciano un uso improprio di Internet al lavoro, collegandosi a social network (Facebook, MySpace, Twitter), facendo acquisti o puntando su aste online, leggendo o spedendo email personali, visitando siti per adulti, giocando o scommettendo.
  • la dipendenza da sesso virtuale, relazioni online e giochi online sono le forme più frequenti di dipendenze da Internet.
  • bambini e ragazzi che sviluppano una dipendenza da Internet hanno maggiori probabilità di soffrire di depressione, incorrere in difficoltà scolastiche e sviluppare malattie e obesità.
  • 14% degli intervistati ha definito “difficile” stare lontani da Internet per qualche giorno;
  • 5,9% ha ammesso che l'uso personale eccessivo di Internet ha, in qualche modo, influito sulle proprie relazioni.
  • 8,2% ha ammesso che di vivere Internet come un mezzo per evadere dalla realtà.

La prestigiosa Stanford University School of Medicine Study ha condotto uno studio che segnala che 1 americano su 8 potrebbe soffrire di dipendenze da Internet.

Le dipendenze da Internet hanno raggiunto proporzioni epidemiche in paesi come Korea, Cina e Taiwan.

  • Secondo il governo cinese, circa il 13% degli adolescenti cinesi soffre di dipendenza da Internet e, nel 2007, ha proibito l'apertura di nuovi Internet caffè.

In Europa e nel resto del mondo da qualche anno sono stati aperti veri e propri centri di "disintossicazione" dalla Rete.

  • In Germania, si stima che circa 1 milione di persone siano assuefatte alla Rete, ossia circa il 3% dell'intera popolazione che si collega online normalmente.
  • Nel 2003 è stato inaugurato a Bolterhagen, nel nord della Germania, il primo centro giovanile in Europa per il recupero delle dipendenze da Internet.
  • Nel 2006, ad Amsterdam in Olanda, è stato inaugurato il primo Centro per la dipendenza da videogiochi.
COME POSSIAMO AIUTARTI

Diversamente dalle strategie di recupero da altre dipendenze, dove l'astinenza dalla sostanza o processo di assuefazione è fondamentale, è molto difficile eliminare totalmente l'accesso ad Internet, strumento con il quale tutti lavoriamo e studiamo quotidianamente. Il trattamento mira quindi a un utilizzo moderato della Rete, correggendo convinzioni personali disfunzionali e predisponendo strategie e tecniche di automonitoraggio e autocontrollo del proprio comportamento secondo un approccio cognitivo-comportamentale.


Attacchi di panico

In qualche momento della vita, quasi tutti hanno sperimentato una sensazione che può essere descritta come "panico". II cuore accelera, il respiro sembra difficile, il corpo inizia a tremare, tanto per citare alcuni tipici effetti.

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Dipendenze da Internet






Una dipendenza da Internet è un qualunque comportamento legato ad un'attività online, cui non si riesce a fare a meno (compulsivo). Questo comportamento interferisce in maniera significativa con la vita quotidiana personale a livello familiare, sociale, lavorativo, ecc.

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